Historical harps with Chiara Granata: 23-27 July 2019

Il corso si rivolge ad arpisti interessati a conoscere o approfondire la tecnica ed il repertorio per arpa nel periodo Rinascimentale, Barocco e Classico.
Strumenti: arpa doppia e arpa a movimento semplice.
Arpa doppia: il corso è aperto a tutti (livello: principianti, medio, avanzato).
Per gli studenti che non hanno pratica delle arpe storiche è previsto uno specifico percorso di introduzione allo strumento ed alla sua tecnica.
Per gli studenti di livello medio ed avanzato è possibile presentare un programma specifico a propria scelta concordato con il docente.

Congiuntamente alle lezioni individuali verrà proposto un seminario collettivo aperto a tutti:
“L’arpa a Roma all’inizio del XVII Secolo: lo strumento, le fonti, la tecnica, la prassi esecutiva”.
Gli studenti di livello avanzato potranno chiedere di prendere part al workshop sul Teatro Armonico Spirituale di Giovanni Francesco Anerio, e riceveranno prima del corso il materiale musicale su cui prepararsi. Oltre alla realizzazione del basso continuo di una scelta di madrigali spirituali di Anerio, si lavorerà sulla realizzazione di interludi strumentali e brevi toccate nello stile dell’epoca.
Bibliografia:
C.Granata, Un’arpa grande tutta intagliata e dorata. New documents on the Barberini harp,“Recercare”, LIM,
2015, XXVII 1-2.
M.Galassi, C.Granata, “Tanto che non si potrebbe sentire cosa più bella”. L’arpa come strumento di basso continuo a Roma negli anni di attività di Orazio Michi” Basler Jahrbuch für Historische Musikpraxis (in Press).
Arpa a Movimento semplice:
Il corso è aperto a tutti (livello: principianti, medio, avanzato)
Per chi non ha esperienza sulle arpe storiche è previsto un percorso introduttivo al repertorio e alla trattatistica dello strumento nei secoli XVIII e XIX.
Bibliografia: Harpe, Méthodes &Traités 15,France 1600-1800, Fuzeau, 2002, vol.1-3.
Programma 2019:
Per gli studenti di livello medio ed avanzato è possibile l’approfondimento di un repertorio specifico concordato con l’insegnante.
Argomento proposto: Haydn e la musica per arpa (J. B. Krumpholtz, S. Dussek, L. C. Ragué,
P.Dalvimare, N.C. Bochsa), fino agli esempi più moderni: C. Oberthür (Sacred Melodies op.127), Marcel Grandjany (Fantaisie sur un thème de J. Haydn, Op. 31).
Infine, si propone un percorso rivolto specifico a chi fosse interessato ad approfondire questioni stilistiche relative alla musica classica e barocca in vista della sua esecuzione sull’arpa moderna, secondo quanto richiesto nei programmi dei principali concorsi internazionali di arpa (Harp Contest Israel – USA Internationale Harp Competition Bloomington).

CURRICULUM VITAE

Arpista milanese, dopo aver compiuto gli studi tradizionali al Conservatorio G. Verdi di Milano, si è specializzata nell’esecuzione della musica antica su strumenti originali, studiando con M. Galassi, conseguendo il diploma di arpa barocca (2005) e il diploma di arpa a movimento semplice (2012) all’Accademia Internazionale della Musica di Milano, e la laurea con lode al biennio superiore del Conservatorio Dall’Abaco di Verona (2007).
Ha al suo attivo produzioni con diversi ensemble specializzati nella musica con strumenti originali tra cui:
La Venexiana, (dir. C.Cavina), I Turchini, Napoli (dir. A.Florio), Gusto Barocco, Stoccarda (dir. J. Halubek), Akademie fur Alte Musik, Berlino (dir. R. Jacobs), Cappella Mediterranea (L.G. Alarcón), l’Academia Montis Regalis, Mondovì (dir. A. De Marchi), l’Ensemble Matheus, Brest (dir. J.C.Spinosi), Los Musicos de su Alteza, Saragoza (dir. L.A.Gonzales), La Capella de Ministrers, Valencia (dir. G.Magraner), Ensemble Costanzo Porta, Cremona (dir. A.Greco), Trondheim Barokk Norway, (dir. M. Wahlberg), Collegium 1713, Praga (dir. Vaclav Lucks), La Pedrina (F. Pedrini).
Ha inciso per Eloquentia, Hyperion, Stradivarius, Dynamic, Glossa, Alpha, Sony, Deutsche Harmonia Mundi, ResonusClassic, Tactus. Eloquentia, K617, Fondazione Giorgio Cini, Clavel.
Si è laureata con lode in filosofia all’Università Statale di Milano, con una tesi di estetica musicale seicentesca, insignita del premio universitario “Dal Pra 1997-98” per la ricerca nelle discipline storico filosofiche, ed ha proseguito la propria ricerca nell’ambito dell’estetica musicale e della storia della musica. Tra le pubblicazioni si ricordano: “Le ombre, il chiaro e il distinto: l’esperienza musicale nelle pagine di Descartes”, (Materiali di Estetica, maggio 2001), il libro Sapere è un verbo all’infinito (con A. Granata ed E. Granata, Il Margine 2013), e lo studio organologico sull’arpa seicentesca «Un’arpa grande tutta intagliata e dorata. New documents on the Barberini harp», Recercare, XXVII 1-2, 2015.
Ha tenuto corsi e seminari sul repertorio barocco in diversi conservatori italiani.
Insegna arpa barocca al Conservatorio V.Bellini di Palermo.

Lute, theorbo and baroque guitar with Paul O’Dette: 18-27 July 2019

CLOSED – maximum number of students has been reached

CURRICULUM VITAE

“…should I come to meet Saint Peter at the pearly gates, I hope he will say, ‘Welcome, good and faithful servant! By the way, be sure to hear Paul O’Dette—he’s leading the angel band.’” Early Music America, Spring 2011

Paul O’Dette has been described him as “the clearest case of genius ever to touch his instrument.” (Toronto Globe and Mail) One of the most influential figures in his field, O’Dette has helped define the technical and stylistic standards to which twenty-first-century performers of early music aspire. In doing so, he helped infuse the performance practice movement with a perfect combination of historical awareness, idiomatic accuracy, and ambitious self-expression. His performances at the major international festivals in Boston, Vienna, London, Paris, Amsterdam, Berlin, Munich, Prague, Milan, Florence, Geneva, Madrid, Barcelona, Tokyo, Moscow, St. Petersburg, Buenos Aires, Montevideo, Melbourne, Adelaide, Los Angeles, Vancouver, Berkeley, Bath, Montpellier, Utrecht, Bruges, Antwerp, Bremen, Dresden, Innsbruck, Tenerife, Copenhagen, Oslo, Cordoba, etc. have often been singled out as the highlight of those events.

Paul O’Dette has made more than 140 recordings, winning two Grammys, receiving seven Grammy nominations and numerous other international record awards. “The Complete Lute Music of John Dowland” (a 5-CD set for harmonia mundi usa), was awarded the prestigious Diapason D’or de l’année, while “The Royal Lewters” has received the Diapason D’or, a Choc du Monde de la Musique, a 5-star rating in BBC Music Magazine, 5-star rating in Goldberg and a perfect score of 10 from ClassicsToday.com. “The Bachelar’s Delight: Lute Music of Daniel Bacheler” was nominated for a Grammy in 2006 as “Best Solo Instrumental Recording.”

Mr. O’Dette is also active conducting Baroque operas. His recent recording of Charpentier’s La Descente d’Orphée aux Enfers with the Boston Early Music Festival Chamber Ensemble won a Grammy for “Best Opera Recording of 2014,” as well as an Echo Klassik Award in the same category. In 1997 he led performances of Luigi Rossi’s L’Orfeo at Tanglewood, the Boston Early Music Festival (BEMF) and the Drottningholm Court Theatre in Sweden with Stephen Stubbs. Since 1999 they have co-directed performances of Cavalli’s Ercole Amante at the Boston Early Music Festival, Tanglewood, and the Utrecht Early Music Festival, Provenzale’s La Stellidaura Vendicata at the Vadstena Academy in Sweden, Monteverdi’s Orfeo and L’Incoronazione di Poppea for Festival Vancouver, Lully’s Thésée, Conradi’s Ariadne (Hamburg, 1691) Mattheson’s Boris Goudenow, Lully’s Psyché, Monteverdi’s Poppea, Handel’s Acis and Galatea, Steffani’s Niobe and Handel’s Almira for the Boston Early Music Festival. Their recording of Ariadne was nominated for a Grammy as “Best Opera Recording of 2005,” Thésée in 2007 and Psyché in 2008. Both Lully recordings were also nominated for Gramophone awards. Their most recent opera recording, Niobe, was awarded a Diapason D’or de l’année, an Echo Klassik Award and the prestigious Jahrespreis der Deutschenschallplattenkritik. Paul O’Dette has guest directed numerous Baroque orchestras and opera productions on both sides of the Atlantic.

In addition to his activities as a performer, Paul O’Dette is an avid researcher, having worked extensively on the performance and sources of seventeenth-century Italian and English solo song, continuo practices and lute music. He has published numerous articles on issues of historical performance practice and co-authored the Dowland entry in the New Grove Dictionary of Music and Musicians.

Paul O’Dette is Professor of Lute and Director of Early Music at the Eastman School of Music and Artistic Director of the Boston Early Music Festival.