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Musica Medievale e Rinascimentale


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Musica Medievale

La polifonia Inglese del Trecento

Corso Principale: 20>29 luglio 9.00-13.00
 
Livello: Base, Intermedio, Avanzato
 
Programma:

Docente:

Claudia Caffagni, canto, liuto medievale e salterio diatonico, notazione

Organizzazione del corso:

         9,00-10,00 Corso di Notazione - aperto a tutti gli iscritti ai corsi di musica antica-in cui vengono forniti gli strumenti teorici e pratici per leggere dalle fonti originali il repertorio oggetto del corso con particolare riferimento a: London, British Library, Arundel 14;  London, British Library, Sloane 1210; Oxford, New College Library, MS 362;  London, British Library, Cotton Fragment XXIX.    

         10,00-13,00 Lezioni individuali e musica d’insieme.

La polifonia inglese del Trecento

Presentazione

Il corso di Musica medievale quest’anno è dedicato alla polifonia inglese del Trecento.
Si tratta di un repertorio poco conosciuto - spesso
trattato come secondario e periferico se paragonato alla grande tradizione francese e italiano coeva sopravvissuta - anche perché problematico dal punto di vista della sua trasmissione.
Le fonti che tramandano di polifonia inglese, legata in particolar modo alla pratica liturgica, versano infatti in uno stato largamente compromesso dovuto storicamente al fenomeno di repressione dei monasteri e alla dissoluzione della chiesa cattolica avvenuta in seguito alla Riforma inglese. La sistematica distruzione dei monasteri avvenuta tra il 1536 e il 1541, ha comportato la relativa distruzione delle biblioteche monastiche, rappresentando una inevitabile drammatica perdita culturale di una vivida e ricchissima tradizione musicale di cui è affascinante ricostruire oggi le vestigia rimaste.
Infatti una grande quantità di frammenti, fogli isolati e fogli di guardia sopravvissuti riconducibili spesso a manoscritti di grandi dimensioni, consente oggi di intravvedere quanto fosse significativo il ruolo giocato dalla musica polifonica Inghilterra, a partire dal XIII secolo.
Come affermò G. Reaney nel 1961: ‘England has in fact more sources of medieval polyphony than any other country’.
Dal punto di vista della notazione utilizzata, ci troviamo di fronte a un atteggiamento per nulla dogmatico: diverse soluzioni vengono via via adottate. Talvolta è chiara l’influenza francese, talvolta quella italiana ma sempre rilette e rielaborate secondo uno spirito inventive di grande fascino. Questo il motivo che ha portato gli studiosi di notazione, in particolare Peter M. Lefferts e Ernest H. Sanders, a catalogare almeno cinque diverse notazioni in uso nei manoscritti inglese del Trecento. Un altro elemento di originalità è il modo con cui le voci vengono copiate. La permanenza di uno stile tendenzialmente omoritmico porta spesso ad una impaginazione in partitura ormai abbandonata da tempo, nel continente, a vantaggio della sistematica separazione delle voci.
Dal punto di vista stilistico quello che salta all’occhio è la frequente presenza di terze e seste, spesso per moto parallelo assolutamente inusuale nel repertorio coevo, e particolarmente avvincente per un orecchio moderno.

Il corso prevede lo studio di una messa (la ricca attestazione di frammenti di messa dimostra un ampio uso della polifonia nei movimenti dell’ordinarium) e di mottetti oltre al notissimo pes ‘Sumer is icumen’.

L’esecuzione di questo repertorio si presta sia all’uso delle voci che a quello degli strumenti.
Nell’ambito del corso, verrà dato spazio a esecuzioni vocali, strumentali e miste.
Oltre alle lezioni individuali - sulla tecnica vocale e quella strumentale - alle lezioni di musica di insieme in cui si affronteranno i problemi tecnico-esecutivi specifici e di prassi esecutiva (elementi di tecnica strumentale, le articolazioni, rapporto testo musica), sarà dato spazio a seminari e laboratori comuni su temi di fondamentale importanza per un approccio metodologicamente consapevole al repertorio affrontato, in particolare:

  • - analisi delle opere dal punto di vista musicale e testuale
  • - analisi di trattati coevi di teoria e prassi musicale (notazione, documenti relativi all’uso degli strumenti e della voce, le accordature)
  • - concetto ‘autenticità’

Per i corsisti saranno messi a disposizione 1 liuto medievale, 1 salterio diatonico pizzicato, 1 organo portativo.

Il corso sarà finalizzato alla preparazione di un concerto che avrà luogo il 28 luglio all’interno della programmazione del Festival di Musica Antica di Urbino.

 
concerto finale nel festival UMA: 28/07 (con esame di ammissione)

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Improvvisazione Polifonica

Corso Principale: 20>29 luglio 9.00-13.00
 
Livello: Intermedio-Avanzato
 
Programma:

Laboratorio di IMPROVVISAZIONE POLIFONICA

Laboratorio PRATICO su alcune tecniche di improvvisazione in ensemble

(discanto, gymel, fauxbourdon, falso bordone, diminuzione, canoni, ecc.) legate all’antica pratica del CANTARE A LIBRO. Il percorso si svolge utilizzando regole e indicazioni desunte dalle fonti antiche, ripercorrendo l'evoluzione storica dagli organa fino alle forme più complesse e tarde, con particolare riferimento al periodo rinascimentale.

Le lezioni si svolgono in lingua italiana

requisiti per partecipare:

intonazione, buona lettura cantata, un minimo di pratica del setticlavio.

(in mancanza dei requisiti è possibile partecipare come uditore, il costo è invariato)

 

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Solmisazione

Corso Pomeridiano: 20>29 luglio 15.00-16.30
 
Livello: Intermedio-Avanzato
 
Programma:

SOLMISAZIONE

mano, esacordi, mutazioni: teoria ed esercitazioni pratiche

le lezioni si svolgono in lingua italiana

 

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Insieme Medievale

Corso Pomeridiano: 20>29 luglio 16.30-18.00
 
Livello: Base, Intermedio, Avanzato
 
Programma:

Musica d’insieme medioevale aperto a tutti e dedicato al repertorio oggetto del corso, con lettura dalle fonti originali

Il corso di Musica medioevale sarà coordinato col corso di Solmisazione di Diego Fratelli della fascia orario del primo pomeriggio.